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Per 299 dollari: ecco come i nuovi occhiali con intelligenza artificiale di Meta dovrebbero sostituire lo smartphone

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Pubblicato il: 25 giugno 2026 / Aggiornato il: 25 giugno 2026 – Autore: Konrad Wolfenstein

Attacco ad Apple e Google: ecco perché Meta sta regalando i suoi nuovi occhiali intelligenti praticamente gratis


Attacco ad Apple e Google: ecco perché Meta sta praticamente regalando i suoi nuovi occhiali intelligenti – Immagine: Xpert.Digital

Attacco ad Apple e Google: ecco perché Meta sta regalando i suoi nuovi occhiali intelligenti praticamente gratis

Il calcolo da 299 dollari: perché Meta sta perdendo miliardi cercando di conquistare il tuo volto

Occhiali intelligenti per tutti: come i nuovi occhiali con intelligenza artificiale di Meta diventeranno la prossima megatendenza tecnologica

Con i suoi nuovi "Meta Glasses" al prezzo stracciato di 299 dollari, Meta sta annunciando la fine dello smartphone classico. Quello che a prima vista sembra un semplice aggiornamento di un gadget si rivela, a un'analisi più attenta, la mossa più aggressiva di Mark Zuckerberg nella battaglia per il prossimo grande paradigma informatico. Attraverso l'abbandono strategico del marchio Ray-Ban, l'utilizzo del nuovissimo modello proprietario di intelligenza artificiale "Muse Spark" e una collaborazione di alto profilo con l'icona della moda Kylie Jenner, Meta punta spietatamente al mercato di massa. Ma dietro l'hardware dal prezzo allettante si cela non solo un gigantesco rischio finanziario per l'azienda, ma anche l'incrollabile determinazione a impedire definitivamente a giganti della tecnologia come Apple e Google di accedere ai nostri volti. Questa analisi completa mostra perché i nuovi occhiali intelligenti sono molto più di un semplice accessorio di moda, come EssilorLuxottica stia traendo profitto dietro le quinte come vincitore nascosto e perché la questione della protezione dei dati e dell'accettazione sociale deciderà il futuro dell'intero settore.

Quando 299 dollari potrebbero cambiare il mondo: l'attacco strategico di Meta al prossimo paradigma informatico

Gli occhiali con intelligenza artificiale come prodotto di massa: perché l'offensiva sui prezzi di Zuckerberg è più di un semplice accordo hardware

Il 23 giugno 2026, Meta Platforms ed EssilorLuxottica hanno presentato una nuova linea di occhiali con intelligenza artificiale, chiamata semplicemente "Meta Glasses", a partire da 299 dollari. Non si tratta di un semplice annuncio di prodotto. È una mossa strategica, uno sforzo deliberato per assicurarsi quote di mercato prima dell'arrivo di una nuova ondata di concorrenti. Il prezzo è di ben 80 dollari inferiore rispetto alla precedente generazione di Ray-Ban Meta Wayfarer, che partiva da 379 dollari, e meno della metà del prezzo dei Ray-Ban Display Glasses lanciati l'anno precedente, che costavano 800 dollari. Meta non si limita ad abbassare il prezzo di un prodotto. L'azienda sta posizionando il formato degli "occhiali con intelligenza artificiale" nel segmento di mercato di massa, un segmento che finora ha generato più promesse che ricavi.

La nuova linea di prodotti comprende tre modelli: l'"Adventurer" rettangolare, il più robusto "Fury" e l'"Starfire" ovale, creato in collaborazione con la personalità televisiva Kylie Jenner. L'edizione Starfire ha un prezzo di 399 dollari, mentre una versione con lenti colorate è disponibile a 479 dollari. Nonostante la collaborazione con EssilorLuxottica, il più grande produttore di occhiali al mondo e società madre di Ray-Ban e Oakley, i nuovi modelli, per la prima volta, non riportano nessuno dei noti marchi dell'azienda partner. Non è un caso: Meta sta deliberatamente costruendo una propria identità hardware, indipendente dagli ecosistemi di marchi esterni.

Da gadget per nerd a occhiali per tutti i giorni: le dinamiche di mercato alla base della crescita

Il mercato degli occhiali con intelligenza artificiale si è sviluppato negli ultimi due anni a un ritmo che ha sorpreso persino gli ottimisti più incalliti. EssilorLuxottica ha venduto oltre sette milioni di paia di occhiali con intelligenza artificiale nel 2025, una cifra che include tutti i modelli dei marchi Ray-Ban Meta e Oakley Meta e che triplica i due milioni di unità vendute complessivamente nel 2023 e nel 2024. Questo risultato non è solo un successo commerciale: è la prova che il prodotto ha superato la soglia critica, passando da novità a oggetto di uso comune.

Secondo le stime di IDC (International Data Corporation), le spedizioni globali di dispositivi senza display hanno raggiunto circa 9,6 milioni di unità per l'intero anno 2025, con Meta che detiene una quota di mercato di quasi il 72%. Per il 2026, IDC prevede spedizioni di circa 13,6 milioni di unità nel solo segmento senza display, con un ulteriore aumento a 27,3 milioni entro il 2030, pari a un tasso di crescita annuo di quasi il 19%. Stime ancora più ambiziose provengono da Omdia, che prevede 35 milioni di unità all'anno entro il 2030 e un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 47%. ABI Research, a sua volta, presenta dati che prevedono che il mercato consumer raggiungerà i 28 milioni di unità (senza display) entro il 2030, con un tasso di crescita annuo cumulativo dell'85,4% rispetto al 2024.

Questa ampia gamma di previsioni è sintomatica di un mercato emergente: la traiettoria esatta è ancora incerta, ma la direzione è chiara. Fondamentalmente, questa crescita non è trainata unicamente da un singolo produttore, ma da una crescente accettazione sociale dell'indossare tecnologia visibile e connessa sul viso, una tendenza che l'industria della moda sta contribuendo in modo significativo ad amplificare.

Moda e algoritmi si incontrano: la collaborazione con Kylie Jenner come strategia di marketing

La collaborazione con Kylie Jenner a prima vista sembra una classica operazione di marketing basata sulle celebrità. A un'analisi più attenta, si rivela una precisa manovra strategica. Jenner è una delle figure più influenti su Instagram, la piattaforma di proprietà di Meta, e vanta oltre 382 milioni di follower. Con questa partnership, Meta si sta deliberatamente aprendo a un segmento di mercato finora poco esplorato: quello delle giovani consumatrici attente allo stile, nel settore della bellezza e della moda, non particolarmente interessate alle specifiche tecniche ma disposte a prestare attenzione a un prodotto se indossato da qualcuno che seguono.

L'edizione Starfire non è un semplice oggetto di design con un logo appiccicato sopra. La stessa Jenner ha dichiarato di essere stata coinvolta nella progettazione della montatura, della confezione, della custodia di ricarica e persino del segnale acustico che si attiva all'accensione degli occhiali. Particolarmente degno di nota è il fatto che gli occhiali possano parlare con la voce di Jenner, una funzionalità per la quale l'influencer ha fornito le proprie registrazioni vocali, incluso il saluto "sveglia e buongiorno" quando indossa gli occhiali al mattino. Questo trasforma un dispositivo tecnico in un prodotto di consumo emozionale e rappresenta un esempio di come le aziende tecnologiche stiano imparando a vendere non solo prodotti ingegneristici, ma oggetti che incarnano l'identità.

Il calcolo strategico alla base di tutto ciò è chiaro: Meta ha sfruttato il successo iniziale di Ray-Ban Meta per conquistare il mercato dei primi utilizzatori. Ora l'obiettivo è raggiungere le masse. Il prezzo abbassa la barriera finanziaria all'ingresso, il design abbassa quella culturale. Chi percepisce gli occhiali con intelligenza artificiale come un accessorio di moda e non come un pugno nell'occhio tecnologico è più propenso a indossarli quotidianamente, e l'uso quotidiano è il prerequisito per una reale penetrazione del mercato.

Muse Spark e la nuova fondazione sull'IA: differenziazione tecnologica attraverso modelli proprietari

Dal punto di vista tecnico, il lancio di Meta Glasses segna una svolta significativa: si tratta dei primi occhiali con intelligenza artificiale dell'azienda, basati su Muse Spark, il primo modello nato dai laboratori di superintelligenza di Meta, recentemente istituiti. Sviluppato inizialmente internamente con il nome in codice "Avocado", Muse Spark è stato presentato nell'aprile del 2026 e rappresenta un cambiamento strategico fondamentale: un allontanamento dall'approccio open-source della famiglia di modelli Llama a favore di un modello proprietario e chiuso, progettato per competere direttamente con le offerte di Google, OpenAI e Anthropic.

Il modello eccelle nei compiti di scrittura e ragionamento e, secondo i dati di Meta, sta riducendo considerevolmente il divario con il gruppo leader, ad eccezione della programmazione, dove è ancora indietro rispetto alla concorrenza. Particolarmente rilevante per gli occhiali è la loro multimodalità: Muse Spark può analizzare le immagini, rispondere a domande su ciò che la fotocamera inquadra ed elaborare i comandi vocali in tempo reale. Questo trasforma gli occhiali con intelligenza artificiale da un dispositivo dotato di assistente vocale in una vera e propria piattaforma di intelligenza ambientale che risponde in modo contestuale all'ambiente circostante di chi li indossa.

L'importanza strategica del passaggio a un'intelligenza artificiale proprietaria non va sottovalutata. Con un modello chiuso, Meta può controllare completamente l'esperienza utente, evitare di condividere dati con sviluppatori esterni e costruire un ecosistema più coeso, in modo simile a quanto fatto da Apple con i suoi chip e il suo sistema operativo. Allo stesso tempo, Meta invia un segnale chiaro agli investitori: i miliardi investiti nei suoi laboratori di superintelligenza sono destinati a produrre prodotti concreti, non solo articoli di ricerca.

I bilanci dell'ambizione: Reality Labs tra perdita e investimento a lungo termine

Chiunque giudichi la strategia di Meta per gli occhiali intelligenti senza esaminare i dati finanziari è come descrivere un quadro senza vederne la tela. La divisione Reality Labs, sotto la quale Meta raggruppa i suoi progetti hardware, inclusi occhiali, visori e ricerca sulla realtà aumentata, ha registrato una perdita operativa di 19,1 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2025. Si tratta di una cifra leggermente superiore ai 17,7 miliardi di dollari persi nel 2024 e di un aumento considerevole rispetto alla perdita di 4,5 miliardi di dollari del 2019. Queste perdite sono compensate da ricavi di soli 2,2 miliardi di dollari per l'intero anno 2025, di cui 955 milioni di dollari provenienti dal quarto trimestre.

Nella conference call sugli utili di gennaio 2026, l'amministratore delegato Mark Zuckerberg ha previsto che le perdite si sarebbero mantenute su livelli simili anche nel 2026, con la speranza che il 2026 rappresentasse il picco delle perdite e che una graduale riduzione iniziasse negli anni successivi. Questa dichiarazione ha suscitato una reazione tiepida sul mercato azionario, ma ha senso nel contesto strategico: Reality Labs non è un'attività destinata a generare profitti. Si tratta di un'infrastruttura di ricerca e sviluppo per quello che Zuckerberg definisce il prossimo paradigma informatico: la tecnologia indossabile di uso quotidiano basata sull'intelligenza artificiale.

EssilorLuxottica vede le cose da una prospettiva diversa. Per l'azienda di occhiali, gli occhiali con intelligenza artificiale non sono più solo un progetto sperimentale, ma un fattore di crescita misurabile. L'azienda ha realizzato un fatturato di 28,5 miliardi di euro nel 2025, con un incremento dell'11,2% rispetto all'anno precedente, a tassi di cambio costanti. L'ottimo quarto trimestre, con una crescita del fatturato del 18,4%, è stato in gran parte trainato dall'accelerazione del business degli occhiali con intelligenza artificiale. Gli analisti di Morningstar stimano che la divisione occhiali con intelligenza artificiale abbia rappresentato circa il 6-7% del fatturato del gruppo nel 2025, con un prezzo medio di vendita di circa 350 euro per unità. Allo stesso tempo, ha contribuito a una diluizione del margine di circa 260 punti base sull'utile lordo, due terzi dei quali dovuti al margine strutturalmente inferiore nel segmento dei dispositivi indossabili e un terzo ai dazi statunitensi.

Snap, Google e Apple: si sta formando un mercato, ma su frequenze diverse

L'annuncio di Meta Glasses è arrivato in un momento in cui la concorrenza nel mercato degli occhiali si stava intensificando a un ritmo notevole. Solo una settimana prima, Snap aveva presentato i suoi nuovi "Specs" a 2.195 dollari: occhiali per la realtà aumentata che sovrappongono contenuti digitali al campo visivo reale di chi li indossa. La differenza di prezzo tra gli Specs di Snap e il modello base di Meta è enorme: più di sette volte tanto. Questa differenza riflette filosofie tecnologiche differenti: Snap si concentra sulla realtà aumentata completa con sovrapposizione di immagini reali (campo visivo di 51 gradi), mentre Meta opta per un'implementazione più snella con testo e interazione tramite intelligenza artificiale senza un display complesso. Snap si rivolge quindi principalmente agli early adopter esperti di tecnologia e agli utenti professionali, mentre Meta punta al grande pubblico.

Google si è mostrata attiva anche con la sua piattaforma Android XR. Al Google I/O 2026 di maggio, Samsung, Google, il rivenditore di occhiali statunitense Warby Parker e il marchio di design Gentle Monster hanno presentato congiuntamente i primi prototipi di occhiali con intelligenza artificiale basati su Gemini AI, il cui lancio è previsto in mercati selezionati nell'autunno del 2026. I primi modelli saranno puramente audio, ovvero senza display, ma lasciano presagire future versioni con display. Google sta quindi replicando lo stesso approccio a due livelli già adottato da Meta, che distingue tra occhiali con intelligenza artificiale di base e occhiali dotati di display. La collaborazione con Warby Parker presenta un'analogia diretta con l'alleanza di Meta con EssilorLuxottica: in entrambi i casi, l'esperienza tecnologica di un gigante delle piattaforme si combina con la portata del marchio e la rete di distribuzione di un affermato produttore di occhiali.

Apple rimane la grande incognita. Secondo quanto riportato da Mark Gurman, giornalista di Bloomberg, il produttore di iPhone sta accelerando lo sviluppo dei propri occhiali con intelligenza artificiale, con un lancio sul mercato previsto entro la fine del 2026, ma più realisticamente nel 2027. Apple sta sviluppando chip proprietari a basso consumo energetico, prevede diversi moduli fotografici e funzionalità basate sull'IA come la traduzione in tempo reale. Gli analisti stimano un prezzo di partenza di circa 499 dollari. L'aspetto distintivo: Apple entrerebbe nel mercato con un ecosistema già consolidato e profondo che nessun altro produttore può replicare, dall'integrazione con gli AirPods a Siri, iCloud e al sistema Apple ID, che connette circa 2,2 miliardi di utenti in tutto il mondo. È proprio questo che rende l'ingresso di Apple nel mercato potenzialmente la sfida più grande per Meta nei prossimi anni.

 

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Potere di mercato derivante dal vantaggio di essere i primi ad entrare nel mercato: perché la quota del 72% di Meta vale più di quanto sembri

La leadership di mercato di Meta nel settore degli occhiali con intelligenza artificiale è impressionante, ma va contestualizzata. Una quota di mercato del 69-72% in un segmento le cui spedizioni annuali si attestano ancora su poche decine di milioni di unità è ben diversa dalla stessa posizione dominante in un mercato saturo. Meta beneficia attualmente del fatto di essere stata la prima ad entrare nel mercato: l'azienda ha definito il punto di riferimento per l'aspetto, la sensazione e l'utilizzo degli occhiali con intelligenza artificiale. Ray-Ban Meta è, di fatto, lo standard con cui vengono confrontati tutti gli altri.

Questo vantaggio si manifesta simultaneamente su più livelli. In primo luogo, a livello di prodotto: Meta ha accumulato esperienza nel corso di diverse generazioni di dispositivi, miniaturizzando fotocamera, microfono, altoparlante e processore AI in un formato indossabile. In secondo luogo, a livello di distribuzione: gli occhiali sono ora venduti tramite Best Buy, Amazon, LensCrafters, Sunglass Hut e altri rivenditori selezionati in numerosi paesi, una rete che i nuovi concorrenti devono faticosamente costruire. In terzo luogo, a livello di dati: ogni unità venduta fornisce dati di utilizzo che migliorano la generazione successiva di modelli, un effetto volano che amplia sistematicamente il divario qualitativo con i concorrenti meno performanti.

Secondo un'analisi di Citi del dicembre 2025, EssilorLuxottica-Meta manterrà una quota di mercato di circa il 30% fino alla fine del decennio, anche in presenza di una forte crescita complessiva del mercato e dell'ingresso di nuovi concorrenti. Per Meta, ciò significherebbe continuare a controllare il segmento più ampio in un mercato con un potenziale di vendita annuo di 35-40 milioni di unità. Non si tratta di un arretramento dalla posizione dominante, bensì della normalizzazione di una posizione di forza in un mercato in fase di maturazione.

Il duello dell'ecosistema: chi controlla il volto, controlla la piattaforma

Dietro la battaglia per le quote di mercato degli occhiali intelligenti si cela una questione strategica più fondamentale: quale azienda controllerà il prossimo ecosistema dominante di sistemi operativi hardware? Negli ultimi 15 anni, gli smartphone hanno dato la risposta a questa domanda a favore di Apple iOS e Google Android. I dispositivi indossabili di nuova generazione potrebbero riscrivere questa risposta.

Meta ha gettato le basi per l'integrazione verticale con il proprio sistema operativo, l'ecosistema Meta AI e ora anche con il modello proprietario Muse Spark. Google risponde con Android XR, un sistema operativo basato sull'infrastruttura Android esistente e quindi potenzialmente in grado di accedere all'intero ecosistema di app Android. Il vantaggio per Google è enorme: gli sviluppatori che già creano app Android non devono riapprendere le proprie competenze. Lo svantaggio: Android XR non è ancora collaudato e i primi prodotti con Warby Parker e Gentle Monster funzioneranno esclusivamente a livello vocale, un inizio relativamente modesto rispetto al vantaggio di diversi anni di Meta.

Apple, d'altro canto, ha storicamente dimostrato di non aver bisogno di essere la prima sul mercato per emergere come la leader indiscussa. L'iPod non è stato il primo lettore MP3 e l'iPhone non è stato il primo smartphone. Ciò che Apple offre in situazioni simili è un design superiore, un ecosistema strettamente integrato e una disponibilità a pagare i propri clienti che nessun concorrente è in grado di replicare. Se Apple dovesse effettivamente lanciare occhiali con intelligenza artificiale nel 2026 o nel 2027, la valutazione dell'attuale quota di mercato di Meta verrebbe seriamente messa in discussione.

EssilorLuxottica come vincitrice silenziosa: come il gigante dell'occhialeria sta monetizzando la rivoluzione dell'IA

Nel dibattito pubblico sugli occhiali con intelligenza artificiale, Meta è solitamente al centro dell'attenzione. Il che è comprensibile: Zuckerberg è un maestro nel controllare la narrazione. Tuttavia, un'analisi economica obiettiva indica inevitabilmente EssilorLuxottica come forse il vincitore più discreto di questo sviluppo, almeno finora. L'azienda non solo fornisce il prodotto fisico, ma anche l'infrastruttura di distribuzione globale, l'apparato produttivo e il valore del marchio, consolidato da decenni, che Meta da sola non avrebbe mai potuto costruire a questa velocità.

EssilorLuxottica ha registrato un fatturato record di 28,5 miliardi di euro nel 2025, generando un flusso di cassa libero di 2,8 miliardi di euro – 400 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente – e ha riportato una crescita delle vendite del 18,4% nel quarto trimestre, particolarmente positivo. Nella prima metà del 2025, le vendite di Ray-Ban Meta sono addirittura aumentate di oltre il 200%. L'azienda prevede di espandere significativamente la propria capacità produttiva di occhiali con intelligenza artificiale, raggiungendo i 20 milioni di unità all'anno entro la fine del 2026, con un potenziale aumento a 30 milioni, a seconda dell'andamento del mercato.

Il problema risiede nella struttura dei margini. Gli occhiali con intelligenza artificiale sono strutturalmente meno redditizi rispetto al settore tradizionale dell'occhialeria. Questo spiega perché l'utile operativo rettificato di EssilorLuxottica sia diminuito di 70 punti base nonostante le ottime vendite: due terzi di questo calo sono attribuibili all'espansione degli occhiali con intelligenza artificiale e un terzo ai dazi di importazione statunitensi. Tuttavia, questa diluizione dei margini non è motivo di allarme, bensì un investimento: in un mercato in crescita, i margini vengono in genere sacrificati inizialmente per aumentare i volumi e la quota di mercato. La vera prova arriverà quando i volumi saranno sufficientemente elevati da consentire economie di scala e quando sarà chiaro se i prezzi delle prossime generazioni saranno in grado di riportare il margine verso l'intervallo target del gruppo, compreso tra il 19 e il 20%.

Protezione dei dati, società e fronte normativo invisibile

Qualsiasi analisi del mercato degli occhiali con fotocamera integrata per uso quotidiano sarebbe incompleta senza un serio esame dei rischi sociali e normativi. Gli occhiali con fotocamera, microfono e intelligenza artificiale non sono una tecnologia di consumo neutra: sono dispositivi che potenzialmente registrano ed elaborano continuamente l'ambiente circostante di una persona. Le prime discussioni pubbliche sulla privacy dei dati sono iniziate con i primi occhiali Ray-Ban Meta, quando è diventato evidente che i passanti difficilmente si accorgevano se la fotocamera fosse attiva.

Finora, né le autorità europee per la protezione dei dati né la Federal Trade Commission (FTC) statunitense hanno adottato misure normative coordinate in grado di rallentare sostanzialmente il mercato. Tuttavia, con l'aumento dei volumi di vendita, cresce anche la visibilità sociale e, di conseguenza, la pressione politica per l'istituzione di norme chiare. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) europeo, in particolare, potrebbe rappresentare un serio ostacolo all'adozione di massa in Europa per quanto riguarda il riconoscimento facciale, l'elaborazione dei dati biometrici e la questione del consenso di terze parti non coinvolte. Non è un caso che i Meta Glasses non siano ancora disponibili sul mercato giapponese e che gli ostacoli normativi in ​​alcune regioni potrebbero limitarne significativamente il potenziale di crescita globale.

L'accettazione sociale rimane un fattore sistematicamente sottovalutato nelle previsioni di mercato. Persino gli analisti ottimisti sulla crescita del mercato ammettono che le preoccupazioni relative alla privacy, la mancanza di accettazione sociale e la dipendenza dall'ecosistema potrebbero ostacolare l'adozione al di là del gruppo dei primi utilizzatori. Sebbene la riduzione di prezzo a 299 dollari affronti la questione dell'accessibilità economica, resta da vedere se gli occhiali in grado di ascoltare e vedere in modo continuo saranno accettati dal grande pubblico come un oggetto normale di uso quotidiano, e nessuna strategia di prezzo da sola può risolverla.

Il prossimo paradigma informatico: perché gli occhiali sono più di un semplice gadget nel lungo periodo

Il significato economico più profondo degli occhiali da 299 dollari emerge chiaramente solo se li si considera non semplicemente come un prodotto finito, ma come un punto di accesso a un nuovo ecosistema di piattaforme. È qui che si gioca la vera partita in questo mercato: chi controlla il dispositivo indossato dal consumatore controlla l'accesso all'assistenza basata sull'intelligenza artificiale, alla pubblicità geolocalizzata, alle traduzioni in tempo reale, ai servizi di navigazione e a una vasta gamma di altri servizi che attualmente operano quasi esclusivamente sugli smartphone.

Meta investe oltre 19 miliardi di dollari all'anno tramite Reality Labs senza aspettarsi ritorni a breve termine. Non si tratta di uno spreco irrazionale, bensì di una scommessa storicamente fondata. Chi è arrivato in ritardo alla transizione dal desktop al laptop o dal laptop allo smartphone ha perso un accesso al mercato strutturale difficile da riconquistare. Meta ha già commesso questo errore in passato: quando Facebook era ancora fortemente incentrato sul desktop e si è perso l'era degli smartphone, l'azienda ha dovuto effettuare acquisizioni massicce per compensare. WhatsApp per 19 miliardi di dollari, Instagram per 1 miliardo di dollari: tutte costose correzioni a un'opportunità persa. L'azienda non vuole ripetere lo stesso errore con il prossimo cambio di paradigma.

Società di ricerche di mercato come ABI Research prevedono che il mercato totale degli occhiali AR per consumatori raggiungerà circa 32 milioni di unità entro il 2030, mentre gli analisti di Citi prevedono un mercato di oltre 110 milioni di unità per l'intero segmento degli occhiali AI entro il 2030, con un volume di vendite al dettaglio di quasi 40 miliardi di dollari. La società di ricerche di mercato Gartner cita addirittura ricavi globali fino a 122 miliardi di dollari entro il 2030 per l'intero mercato dei dispositivi indossabili AI. Sebbene queste cifre divergano, riflettono tutte la stessa tendenza di fondo: il mercato sarà enorme. L'unica domanda è chi lo dominerà e, con la sua audace mossa a 299 dollari, Meta sta rendendo fin troppo chiaro che l'azienda è determinata a rispondere a questa domanda a suo favore.

 

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