
UE e Cina in disputa commerciale: l'industria europea alle prese con la pressione dei prezzi e la dipendenza – I mercati aperti non sono una strada a senso unico – Immagine creativa sull'argomento, realizzata con l'intelligenza artificiale: Xpert.Digital
Terre rare, sovraccapacità, accesso al mercato: perché i parlamentari dell'UE si recano in Cina
Le imprese europee sotto pressione: l'UE chiede progressi concreti in Cina
Deficit commerciale e mercati ineguali: cosa intende ottenere la delegazione dell'UE in Cina
La sovraccapacità industriale, l'accesso a materie prime critiche e le condizioni competitive ineguali stanno esacerbando le tensioni commerciali tra l'Unione Europea e la Cina. Per questo motivo, una delegazione della Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo si recherà a Pechino, Hangzhou e Shanghai dal 27 al 29 ottobre 2026. Guidati dal Presidente della Commissione Bernd Lange, i deputati discuteranno con le loro controparti cinesi le conseguenze per le imprese e i posti di lavoro europei ed esploreranno la possibilità di compiere progressi concreti su questioni quali le terre rare, l'accesso al mercato e il commercio di veicoli ibridi. Verrà inoltre affrontata una questione fondamentale: come può l'Europa approfondire le sue relazioni economiche con la Cina senza rendere la propria industria più dipendente da materie prime e tecnologie chiave?
UE e Cina: l'industria europea stretta tra pressione sui prezzi e dipendenza
L'Unione Europea e la Cina si trovano ad affrontare questioni fondamentali in merito alle loro relazioni commerciali: la sovraccapacità industriale, l'accesso a materie prime critiche e le condizioni di mercato ineguali mettono a dura prova i rapporti. Una delegazione della Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo si riunirà a Pechino, Hangzhou e Shanghai dal 27 al 29 ottobre 2026 per discutere di come queste tensioni influenzino le imprese e l'occupazione in Europa e dove sia possibile compiere progressi concreti.
La missione è guidata da Bernd Lange, presidente tedesco del Comitato per il Commercio Internazionale (INTA). Si tratta della seconda visita in Cina di una delegazione di questo comitato; la precedente si è svolta nel 2018.
Materie prime, sovraccapacità e opportunità di mercato bloccate
L'attenzione si concentra sulla sovraccapacità industriale cinese e sui conseguenti squilibri di mercato, nonché sulla dipendenza dell'UE da materie prime e tecnologie critiche. L'accesso agli elementi delle terre rare è una questione particolarmente urgente che Lange intende discutere con le sue controparti cinesi.
A ciò si aggiungono le disuguaglianze di accesso al mercato cinese per le aziende europee e il crescente afflusso di merci cinesi a basso costo nell'UE. I colloqui mirano pertanto ad affrontare sia le condizioni competitive in Europa sia le opportunità commerciali per le aziende europee in Cina.
All'ordine del giorno figurano anche la legge europea volta ad accelerare la competitività industriale con le sue norme "Made in Europe" e il recente accordo sul commercio di auto ibride. Tale accordo è stato raggiunto il 9 ottobre 2026, nell'ambito dei negoziati commerciali e sugli investimenti tra l'UE e la Cina.
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Deficit commerciale dell'UE: è urgente intervenire
Discussioni con politici, leader aziendali e aziende tecnologiche
La delegazione prevede colloqui diretti con le controparti cinesi e con i rappresentanti delle autorità nazionali e regionali, tra cui il Ministero del Commercio. Gli incontri con la Camera di Commercio dell'UE hanno lo scopo di fornire una visione più dettagliata delle difficoltà incontrate dalle imprese europee in Cina.
Il programma prevede anche incontri con rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Sono inoltre previste visite alle innovative aziende Unitree e BrainCo a Hangzhou, un importante centro tecnologico cinese.
Lange esige risultati, non ulteriori attese
Bernd Lange considera il viaggio un passo importante in una fase cruciale delle relazioni. Per lui, l'accordo sulle auto ibride è solo un inizio; le questioni relative alla sovraccapacità industriale e all'approvvigionamento di terre rare restano all'ordine del giorno.
Lange stima che il deficit commerciale giornaliero dell'UE con la Cina si aggiri intorno a un miliardo di euro. Tra le cause, cita le restrizioni alle importazioni cinesi, che rendono più difficile l'accesso al mercato per le aziende europee.
La delegazione intende proseguire il dialogo diretto, lavorare per raggiungere una svolta e ottenere risultati concreti il prima possibile. In particolare, il recente accordo sulle auto ibride dipenderà dalla sua capacità di fungere da punto di partenza per progressi su altre questioni commerciali.
Dodici membri del parlamento per il dialogo con la Cina
Oltre al capo delegazione Bernd Lange, membro del gruppo socialdemocratico S&D, partecipano al viaggio altri undici eurodeputati. Il gruppo riunisce quindi rappresentanti di diversi schieramenti politici e Stati membri
– Pascal Canfin (Renew, Francia), relatore permanente sulla Cina della commissione per il commercio internazionale.
– Juan Ignacio Zoido Álvarez (PPE, Spagna).
– Kathleen Van Brempt (S&D, Belgio).
– Enikő Győri (PfE, Ungheria).
– Jaak Madison (ECR, Estonia).
– Markéta Gregorová (Verdi/ALE, Repubblica Ceca).
– Rudi Kennes (La Sinistra, Belgio).
– Angelika Niebler (PPE, Germania).
– Jörgen Warborn (PPE, Svezia).
– Brando Benifei (S&D, Italia).
– Engin Eroglu (Renew, Germania), presidente della delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese.
Stretti partner commerciali con condizioni non uguali
La Cina è il terzo partner commerciale dell'UE in termini di beni e servizi; viceversa, l'Unione Europea è uno dei partner commerciali più importanti della Cina. Allo stesso tempo, il deficit commerciale europeo con la Cina è cresciuto e i diversi ritmi di apertura del mercato sono considerati un significativo squilibrio nelle relazioni economiche.
Il viaggio è stato preceduto da colloqui tra il Commissario europeo per il commercio, Maroš Šefčovič, e rappresentanti cinesi, nonché da consultazioni tra i capi di Stato e di governo europei. Questa delegazione commerciale è la quarta del Parlamento europeo a recarsi in Cina nel 2026.
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