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Risposte alle domande sul futuro delle start-up europee: The EU Inc. – Contro la burocrazia e le difficoltà nel reperire capitali

Risposte alle domande sul futuro delle start-up europee: The EU Inc. – Contro la burocrazia e le difficoltà nel reperire capitali

Risposte alle domande sul futuro delle start-up europee: The EU Inc. – Contro la burocrazia e le difficoltà nel reperire capitali – Immagine: Xpert.Digital

Fine dell'incubo: come "EU Inc." dovrebbe sostituire 27 sistemi legali e liberare i fondatori dell'Europa

L'Europa è in ritardo: cifre sconvolgenti mostrano perché una riforma radicale delle start-up è ormai necessaria

 Solo l'otto percento delle aziende in crescita a livello mondiale ha sede nell'UE, mentre circa il 60 percento ha sede in Nord America.

Mentre Stati Uniti e Cina dominano il panorama tecnologico globale, l'Europa rischia di rimanere indietro nella corsa all'innovazione. I dati sono allarmanti: una significativa riduzione del capitale di rischio, una minore densità di aziende in crescita e un drammatico ritardo nelle domande di brevetto dipingono il quadro di un continente che non riesce a realizzare il proprio potenziale. La causa è in gran parte interna: un mercato interno frammentato che costringe i fondatori a districarsi nella giungla di 27 diversi sistemi giuridici nazionali, complicando e aumentando inutilmente i costi di espansione e investimento.

Ma un'iniziativa ambiziosa potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola: la "EU Inc.", nota anche come "28° Regime". La visione è una struttura giuridica unificata e paneuropea che consentirebbe alle startup di fondare aziende digitali in 24 ore per meno di 100 euro e di crescere senza soluzione di continuità in tutta l'UE, senza dover creare una nuova filiale in ogni paese. Promossa da una potente coalizione di fondatori di spicco, come gli amministratori delegati di Personio e DeepL, investitori e sostenuta da politici di alto rango come Mario Draghi e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la proposta è già entrata a far parte del programma di lavoro ufficiale della Commissione Europea. Si tratta di un tentativo cruciale di smantellare gli ostacoli burocratici, mobilitare il capitale europeo e salvaguardare la sovranità tecnologica del continente in un mondo sempre più polarizzato.

Perché EU Inc. è necessaria?

La risposta sta nella struttura frammentata del mercato europeo delle startup. Mentre una startup californiana può facilmente espandersi e raccogliere capitali in tutti gli stati americani, i fondatori europei devono familiarizzare con 27 diversi ordinamenti giuridici se vogliono espandersi in tutta l'UE.

Questa frammentazione ha conseguenze misurabili. Solo l'8% delle aziende in più rapida crescita al mondo ha sede nell'UE, mentre circa il 60% ha sede in Nord America. I dati per il capitale di rischio sono ancora più drammatici: in media, i venture capitalist investono negli Stati Uniti circa il triplo del capitale rispetto all'Europa. Tra il 2019 e il 2024, gli investimenti annuali in capitale di rischio nell'UE sono stati in media di 68 miliardi di dollari, rispetto ai 221 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

Qual è la situazione attuale delle startup europee?

I dati dipingono un quadro preoccupante. La Germania, la più grande economia europea, ha raggiunto il record di 22.400 insolvenze aziendali nel 2024, il livello più alto dal 2015. L'aumento tra le giovani imprese è particolarmente allarmante: le start-up presenti sul mercato da massimo due anni hanno visto un aumento delle insolvenze di quasi il 40%.

La dipendenza dagli investitori stranieri è drammatica: una startup europea su due si affida a investitori statunitensi. Per ogni azienda con un investitore principale europeo, ce n'è una con un investitore statunitense. Questa dipendenza è meno pronunciata in altre regioni: negli Stati Uniti e in Cina, gli investitori nazionali svolgono un ruolo di primo piano in otto round di finanziamento su dieci.

L'Europa sta perdendo costantemente terreno. Mentre l'UE ha aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo del 32% dal 2019, gli Stati Uniti hanno aumentato la spesa del 69% e la Cina del 54%. In termini di domande di brevetto nel settore high-tech, tra il 2019 e il 2023, la Cina ha depositato un numero di brevetti 1,7 volte superiore a quello degli Stati Uniti e addirittura 7,6 volte superiore a quello dell'Europa.

Cos'è esattamente EU Inc. e come funziona?

La EU Inc., nota anche come "28° Regime", è una forma giuridica paneuropea specificamente progettata per le start-up. Funzionerebbe come un'unica società a responsabilità limitata europea, coesistendo con le forme giuridiche nazionali come GmbH, SARL e SRL, ma essendo riconosciuta equamente in tutta Europa.

I principi fondamentali si articolano in quattro pilastri: in primo luogo, una forma giuridica uniforme ai sensi del diritto dell'UE, che possa operare a livello transfrontaliero senza dover costituire una filiale separata in ogni Paese. In secondo luogo, un registro digitale centrale per la costituzione e l'amministrazione online tramite un registro UE, idealmente in inglese. In terzo luogo, documenti di investimento standardizzati, come term sheet, patti parasociali e note SAFE, universalmente riconosciuti. In quarto luogo, un sistema di azionariato dei dipendenti a livello UE con stock option standardizzate per tutta Europa.

La visione è ambiziosa: una startup dovrebbe poter essere registrata entro 24 ore per una quota inferiore a 100 euro, interamente in digitale, senza nomina notarile e senza capitale minimo. Andreas Klinger, uno dei principali ideatori, descrive opportunamente il concetto come "Delaware Inc. incontra Stripe Atlas incontra Y Combinator SAFE".

Chi sostiene l'iniziativa e quale sostegno riceve?

L'iniziativa EU Inc. è stata lanciata alla fine del 2024 da una coalizione di importanti fondatori e investitori. Tra i principali promotori figurano l'investitore austriaco Andreas Klinger (Prototype Capital, ex CTO di Product Hunt), Philipp Herkelmann, Simon Schaefer e Vojtech Horna. Andreas Klinger porta con sé una vasta esperienza: è stato membro fondatore di Product Hunt, Vicepresidente esecutivo (VPE) presso CoinList, Responsabile del servizio remoto presso AngelList e CTO presso On Deck.

Il sostegno è sorprendentemente ampio: oltre 16.000 persone hanno firmato la petizione, tra cui importanti fondatori come Hanno Renner (Personio), Jarek Kutylowski (DeepL), Verena Pausder (Associazione Startup Tedesche) e i fondatori di Revolut e Bolt. Anche politici di alto rango hanno espresso il loro sostegno, tra cui l'ex Presidente della Banca Centrale Mario Draghi e l'ex Primo Ministro italiano Enrico Letta.

Di particolare rilievo è il supporto di studi legali affermati come Cooley, Orrick e Osborne Clarke, coinvolti nella stesura dei dettagli giuridici. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva già definito questo "28° regime" a Davos nel gennaio 2025.

Qual è lo stato attuale e la tempistica?

L'iniziativa ha già ottenuto concreti progressi politici. Nel maggio 2025, EU Inc. è entrata a far parte del programma di lavoro ufficiale della Commissione Europea nell'ambito della "Strategia UE per le startup e le scaleup". La Commissione ha istituito un gruppo di lavoro dedicato con cui i promotori sono in contatto regolare.

La tempistica è ambiziosa ma realistica: la Commissione Europea dovrebbe pubblicare le sue proposte legislative nel primo trimestre del 2026. Dopo le deliberazioni del Consiglio Europeo e del Parlamento, l'EU Inc. dovrebbe entrare in vigore nel 2027. Andreas Klinger è ottimista: "Nella migliore delle ipotesi, la prima società con la nuova forma giuridica potrebbe essere lanciata già nel 2028".

Una consultazione pubblica della Commissione Europea si è protratta fino alla fine di settembre 2025, consentendo alle parti interessate di esprimere il proprio parere sull'iniziativa pianificata. I promotori stanno contemporaneamente lavorando per mobilitare il sostegno politico a livello di Stati membri, al fine di garantire che la proposta legislativa finale sia sufficientemente ambiziosa.

Quale ruolo gioca il rapporto di Mario Draghi in questo contesto?

Il rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, pubblicato nel settembre 2024, costituisce un'importante base politica per l'iniziativa EU Inc. Il rapporto individua nel colmare il divario di innovazione con Stati Uniti e Cina una sfida fondamentale e chiede una nuova strategia industriale per l'Europa.

L'analisi di Draghi illustra in modo drammatico il ritardo dell'Europa: la produttività nell'UE continua a essere inferiore a quella degli Stati Uniti e sta migliorando più lentamente rispetto ai mercati asiatici. Il rapporto, di circa 400 pagine, contiene 170 raccomandazioni e stima che la trasformazione digitale, sociale e sostenibile dell'economia dell'UE richiederà circa 800 miliardi di euro di investimenti all'anno.

Draghi ha lanciato un duro monito: i governi europei "non sono riusciti a comprendere la gravità della situazione". Il suo rapporto sottolinea in particolare la necessità di smantellare le barriere normative all'innovazione e di ridurre la frammentazione del mercato unico, che rappresentano i principali ostacoli alla crescita. Questa diagnosi è perfettamente in linea con gli obiettivi dell'iniziativa EU Inc.

Come sta reagendo il mondo delle start-up tedesche all'iniziativa?

La reazione in Germania è prevalentemente positiva. Verena Pausder, CEO della Deutsche Startups Association da dicembre 2023, sostiene attivamente l'iniziativa. Sottolinea: "Una società per azioni europea eliminerebbe le barriere, consentirebbe la crescita oltre i confini nazionali e moltiplicherebbe così la capacità innovativa del nostro continente".

L'Associazione tedesca delle start-up, che riunisce 1.200 membri, vede EU Inc. come parte di un programma di innovazione più ampio. Pausder, che vanta una vasta esperienza come imprenditore, investitore e co-fondatore dell'FC Viktoria Berlin, sostiene un "risveglio imprenditoriale" per la Germania.

Anche importanti fondatori tedeschi sostengono l'iniziativa. Hanno Renner, CEO della startup miliardaria Personio con sede a Monaco di Baviera, chiede: "Dobbiamo diventare indipendenti da Stati Uniti e Cina, soprattutto per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche". Deplora che, a causa della frammentazione del panorama giuridico europeo, Personio debba gestire sette sedi in Europa con un numero corrispondente di filiali individuali.

Quali problemi specifici risolve EU Inc.?

EU Inc. affronta diversi problemi fondamentali dell'ecosistema europeo delle startup. In primo luogo, la complessità del processo di costituzione: mentre negli Stati Uniti le startup possono essere fondate rapidamente e digitalmente, molti paesi europei richiedono ancora la nomina di un notaio, un capitale minimo e complesse procedure burocratiche.

In secondo luogo, ci sono gli ostacoli agli investimenti: Katharina Wilhelm della società internazionale di venture capital Index Ventures spiega: "Molti investitori informali e fondi internazionali stanno ora evitando paesi come la Germania, semplicemente a causa degli elevati costi e della complessità legale". Gli investitori devono condurre una due diligence legale e fiscale separata per ogni paese.

In terzo luogo, ci sono gli ostacoli alla scalabilità: una startup con sede in California può espandersi facilmente in tutti gli stati degli Stati Uniti, mentre le aziende europee devono aprire filiali separate in ogni paese. Questo non solo rallenta la crescita, ma comporta anche costi e oneri amministrativi significativi.

In quarto luogo, la partecipazione dei dipendenti: i programmi standardizzati di stock option sono difficili da implementare in Europa a causa delle diverse normative nazionali, il che rende più arduo attrarre e trattenere i talenti.

 

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EU Inc.: come una forma giuridica unificata potrebbe reinventare le start-up europee

Quali ostacoli e critiche esistono?

Nonostante l'ampio sostegno, non mancano voci scettiche. Una delle principali critiche riguarda la complessità dell'attuazione: armonizzare il diritto societario, il diritto fallimentare, il diritto del lavoro e il diritto tributario nei 27 Stati membri rappresenta un'impresa normativa enorme.

Alcuni osservatori temono che la società per azioni europea possa essere indebolita nella pratica attraverso compromessi tra gli Stati membri. La storia della Società per Azioni Europea (SE) dimostra che le forme giuridiche paneuropee non portano automaticamente a un'adozione diffusa, a meno che non siano sostanzialmente più semplici delle alternative nazionali.

Le questioni fiscali rimangono complesse: sebbene la forma giuridica delle società per azioni dell'UE debba essere armonizzata, la fiscalità e il diritto del lavoro rimarranno generalmente di competenza nazionale. Ciò potrebbe significare che molti degli attuali problemi persisteranno anche se la forma giuridica verrà standardizzata.

Anche i limiti di tempo sono un fattore significativo: anche con un'attuazione politica di successo, ci vorranno anni prima che possano essere costituite le prime società europee. Nel frenetico mondo delle startup, potrebbe essere troppo tardi per raggiungere Stati Uniti e Cina.

Qual è la posizione della Commissione europea sull'iniziativa?

La Commissione Europea non solo ha adottato l'iniziativa EU Inc., ma l'ha anche posizionata come componente centrale della sua strategia per le start-up. Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia Industriale, spiega: "Le aziende fondate in Europa devono crescere in Europa".

La Commissione sta pianificando un pacchetto completo di misure in cinque aree: promozione di un ambiente favorevole all'innovazione, migliori finanziamenti, sostegno all'accettazione e all'espansione del mercato, attrazione e fidelizzazione dei migliori talenti e accesso più facile alle infrastrutture e alle reti.

Di particolare interesse è l'iniziativa "Blue Carpet" (2025-2026), incentrata sulla formazione imprenditoriale, sugli aspetti fiscali dell'azionariato dei dipendenti e sull'occupazione transfrontaliera. La Commissione intende inoltre promuovere visti accelerati per i fondatori di imprese extra-UE.

Il progetto "European Business Wallet" mira a consentire interazioni digitali fluide con le pubbliche amministrazioni in tutta l'UE attraverso un'identità digitale unificata. Ciò completerebbe la visione di un'infrastruttura digitale di EU Inc.

Quale ruolo svolgono gli investitori internazionali?

Gli investitori internazionali, in particolare statunitensi, svolgono un ruolo cruciale nell'ecosistema delle startup europee. Tuttavia, questa dipendenza è problematica: investitori statunitensi come Sequoia, Bessemer Ventures e Andreessen Horowitz investono principalmente in startup europee più consolidate che necessitano di maggiori finanziamenti per la loro crescita.

I dati illustrano lo squilibrio: oltre un quarto (27%) degli investimenti in startup europee proviene dagli Stati Uniti, mentre gli investitori europei rappresentano solo il 7% del volume degli accordi negli Stati Uniti. Tra il 2020 e il 2024, circa il 60% dei finanziamenti per le startup europee proveniva da investitori stranieri.

Questa dipendenza comporta rischi strategici: gli investitori esterni potrebbero avere priorità diverse rispetto agli stakeholder europei. Potrebbero delocalizzare le startup europee di successo nei loro mercati nazionali o ritirare i loro investimenti in caso di tensioni economiche.

EU Inc. potrebbe fornire una soluzione in questo caso: documenti di investimento standardizzati e strutture legali semplificate renderebbero più facile per gli investitori europei investire oltre confine. Ciò potrebbe promuovere lo sviluppo di un mercato paneuropeo del capitale di rischio più forte.

In che modo la situazione varia nei vari paesi europei?

La frammentazione dell'Europa è chiaramente evidente nelle differenze tra i paesi. La Francia ha superato la Germania diventando il secondo mercato di startup in Europa: nel 2024, le startup francesi hanno ricevuto circa 7,5 miliardi di dollari, mentre le aziende tedesche circa 6,7 ​​miliardi di dollari. Il Regno Unito rimane indiscusso al vertice con 13,1 miliardi di dollari.

Queste differenze riflettono contesti normativi diversi. Negli ultimi anni la Francia ha implementato riforme mirate a favore delle start-up, mentre la Germania deve far fronte a ostacoli burocratici. Paradossalmente, la Brexit non ha danneggiato in modo significativo il Regno Unito, poiché Londra rimane un centro finanziario attraente per gli investitori internazionali.

In Germania, i problemi strutturali sono particolarmente evidenti: i fondi pensione europei investono solo lo 0,01% del loro capitale in investitori di venture capital, una percentuale significativamente inferiore a quella degli Stati Uniti. Nei paesi di lingua tedesca, questa quota è addirittura in calo e si attesta al di sotto del livello del 2016.

L'iniziativa Win da 12 miliardi di euro pianificata dal governo tedesco mira a dare nuovo impulso, ma ci vorranno anni prima che l'ecosistema ne tragga beneficio. EU Inc. potrebbe avere un impatto più rapido, poiché affronta gli ostacoli normativi anziché quelli puramente finanziari.

Quale impatto avrebbe l'EU Inc. sulla competitività?

Le imprese europee potrebbero aiutare l'Europa a non restare completamente indietro rispetto a Stati Uniti e Cina. Attualmente, il divario è drammatico: il mercato del capitale di rischio statunitense rappresenta lo 0,7% del PIL, mentre i sette miliardi di euro di investimenti nelle start-up tedesche ammontano solo allo 0,2% circa della produzione economica tedesca.

L'Europa vanta punti di forza fondamentali che potrebbero essere sfruttati attraverso strutture migliorate: eccellenti scenari di ricerca, un solido settore delle PMI e competenze nell'automazione industriale e nei semiconduttori di potenza. La regione è inoltre leader in alcune tecnologie di nicchia e vanta un PIL paragonabile a quello degli Stati Uniti.

Le aziende europee potrebbero offrire vantaggi particolari nei settori della tecnologia avanzata e della robotica. Andreas Klinger sostiene che l'Europa, con le sue reti di produzione e le sue competenze in materia di visione artificiale, sarebbe in realtà una sede migliore per le aziende di robotica se le barriere legali e finanziarie venissero rimosse.

Un sistema europeo unificato potrebbe anche arginare l'esodo degli imprenditori europei verso gli Stati Uniti. La percentuale di europei che avviano attività negli Stati Uniti è salita a circa l'11% negli ultimi anni. Daniel Khachab, fondatore dell'app per ordinare nei ristoranti Choco, sollecita un'azione rapida: "Vedo EU Inc. come un segnale di speranza, di cui abbiamo bisogno in questi tempi in cui tutti stanno pensando di lasciare l'UE".

Quali sfide tecniche e pratiche devono essere risolte?

L'attuazione pratica dell'EU Inc. richiede un'infrastruttura tecnica significativa. È necessario creare un registro centrale dell'UE compatibile con i sistemi nazionali. Ciò è particolarmente complesso perché i diversi Paesi utilizzano sistemi informatici e standard di dati diversi.

La standardizzazione dei documenti di investimento (EUFAST) è giuridicamente vincolante. Questi documenti devono essere compatibili con le diverse normative nazionali sui mercati dei capitali, pur rimanendo semplici e standardizzati. Studi legali internazionali stanno già lavorando alle bozze, ma il coordinamento finale con i 27 ordinamenti giuridici nazionali sarà complesso.

I processi KYC (Know Your Customer) e AML (Anti-Money Laundering) devono essere armonizzati. Attualmente, ogni paese dell'UE ha le proprie procedure, il che complica le attività transfrontaliere. Un'azienda europea unificata richiederebbe procedure standardizzate, ma conformi alla legge.

Anche l'integrazione con le piattaforme bancarie e di lavoro esistenti è complessa. Le startup devono essere in grado di interagire senza problemi con diverse banche nazionali, fornitori di servizi di elaborazione paghe e sistemi HR, senza la complessità delle attuali configurazioni multi-paese.

In che modo EU Inc. potrebbe trasformare l'ecosistema delle start-up europee?

L'Unione Europea potrebbe determinare un cambiamento radicale di paradigma. Invece di 27 mercati nazionali frammentati, emergerebbe un mercato europeo unificato delle startup con 450 milioni di consumatori. Ciò offrirebbe alle startup europee una massa critica fin dall'inizio, paragonabile a quella del mercato americano.

L'"effetto volano" potrebbe accelerare: una creazione d'impresa più semplice porta a un maggior numero di startup, che a loro volta attraggono più investitori, rafforzando così l'ecosistema. Andreas Klinger descrive questa come una soluzione agli svantaggi sistemici che hanno portato l'Europa a perdere terreno sul Web 2.0 a causa della frammentazione dei media, del linguaggio e degli investitori.

La mobilità dei talenti migliorerebbe drasticamente. Programmi standardizzati di stock option renderebbero più facile per le startup europee attrarre e trattenere i migliori talenti da diversi paesi. Questo è particolarmente importante perché, sebbene l'Europa disponga di università eccellenti, molti laureati migrano negli Stati Uniti.

I mercati dei capitali potrebbero diventare più integrati: se gli investitori non dovessero più condurre processi di due diligence separati per ogni Paese, i fondi di venture capital europei potrebbero investire in modo più efficiente oltre confine. Ciò aumenterebbe il flusso di capitali all'interno dell'Europa e ridurrebbe la dipendenza dagli investitori statunitensi.

Quali sono le implicazioni strategiche a lungo termine di questa iniziativa?

EU Inc. è più di una semplice riforma normativa: fa parte di una strategia più ampia per la sovranità tecnologica europea. In un momento in cui le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Cina ed Europa sono in aumento, la capacità di sviluppare leader tecnologici nazionali sta diventando sempre più strategicamente importante.

Questa iniziativa potrebbe aiutare l'Europa a creare il suo equivalente "Delaware Inc." Il Delaware attrae un numero sproporzionato di aziende americane grazie alle sue leggi favorevoli alle imprese. Una società europea di successo potrebbe avere un effetto simile, attraendo aziende internazionali in Europa.

Ciò potrebbe essere particolarmente rilevante nel campo dell'intelligenza artificiale. Sebbene l'UE abbia già approvato un pacchetto di innovazione da tre miliardi di euro per le startup di intelligenza artificiale, le aziende europee potrebbero offrire ulteriori vantaggi strutturali. Le aziende europee di intelligenza artificiale potrebbero beneficiare di leggi UE più severe sulla protezione dei dati se potessero contemporaneamente scalare più facilmente.

Anche l'integrazione nelle più ampie politiche digitali dell'UE è significativa. EU Inc. si inserisce in iniziative come il Decennio Digitale, il Digital Services Act e il previsto regolamento sull'IA. Insieme, questi regolamenti potrebbero posizionare l'Europa come un'alternativa agli Stati Uniti e alla Cina.

La tempistica è fondamentale: se EU Inc. avrà successo, potrebbe aiutare l'Europa a non lasciarsi sfuggire la prossima ondata tecnologica (Web 3.0, intelligenza artificiale avanzata, informatica quantistica). Se fallirà o arriverà troppo tardi, l'Europa potrebbe perdere definitivamente il suo ruolo di sviluppatore tecnologico.

L'iniziativa EU Inc. rappresenta quindi più di una semplice semplificazione burocratica: è un tentativo di rafforzare radicalmente la posizione dell'Europa nel panorama dell'innovazione globale e di garantire la sovranità tecnologica a lungo termine.

 

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