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Comprendere l'intento di ricerca: la chiave del successo nel marketing online B2B e B2C – Le differenze tra B2B e B2C

Comprendere l'intento di ricerca: la chiave del successo nel marketing online B2B e B2C - Le differenze tra B2B e B2C

Comprendere l'intento di ricerca: la chiave del successo nel marketing online B2B e B2C – Le differenze tra B2B e B2C – Immagine: Xpert.Digital

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Nell'era digitale, l'utilizzo dei motori di ricerca è diventato un elemento centrale nel processo di acquisto sia per i clienti privati ​​(B2C) che per quelli aziendali (B2B). Sebbene la ricerca di informazioni svolga un ruolo cruciale in entrambi i settori, esistono differenze fondamentali nel modo in cui vengono condotte le ricerche su Google e nelle intenzioni sottostanti. Questo rapporto analizza queste diverse intenzioni di ricerca e il loro impatto sui processi decisionali di acquisto in entrambi i modelli di business. La ricerca dimostra chiaramente che i processi di ricerca B2B sono caratterizzati da catene decisionali più lunghe e da esigenze informative più complesse, mentre le ricerche B2C mostrano spesso intenzioni di acquisto più dirette.

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Le basi dell'intento di ricerca

L'intento di ricerca si riferisce alle ragioni fondamentali per cui gli utenti inviano query di ricerca a Google e ad altri motori di ricerca. Google elabora circa 63.000 ricerche al secondo e circa 2 trilioni di ricerche all'anno, ciascuna delle quali associata a un intento specifico. L'ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) per diversi modelli di business deve tenere conto di questi intenti ed essere adattata di conseguenza.

Le intenzioni di ricerca possono essere suddivise in quattro categorie principali, tra cui la raccolta di informazioni (l'intento di "conoscere"). In questo contesto, è importante comprendere che le intenzioni di ricerca differiscono tra clienti B2B e B2C, il che ha implicazioni dirette per la strategia di marketing digitale. Queste differenze derivano principalmente dai diversi processi decisionali e dai diversi gruppi target dei due modelli di business.

1. Intento di ricerca informativa (“Conoscere”)

Gli utenti cercano informazioni generali o risposte a domande specifiche. Ad esempio, "Come funziona la SEO?" o "Consigli per la gestione dei progetti".

2. Intento di ricerca commerciale (“Do”)

Gli utenti mostrano interesse per un prodotto o servizio senza necessariamente volerlo acquistare. Ad esempio, potrebbero cercare recensioni di prodotti o informazioni comparative per prepararsi a una decisione di acquisto.

3. Intenzione di ricerca transazionale ("Acquisto")

Gli utenti hanno una chiara intenzione di compiere un'azione, come acquistare un prodotto o prenotare un servizio. Esempi includono "acquistare un iPhone" o "prenotare un hotel".

4. Intenzione di ricerca di navigazione ("Vai")

Gli utenti desiderano trovare un sito web o un marchio specifico, ad esempio digitando "Amazon" o "Accedi a LinkedIn".

Queste categorie sono cruciali per la strategia di marketing digitale, soprattutto per quanto riguarda la differenza tra clienti B2B e B2C. Mentre i clienti B2C prendono spesso decisioni impulsive ed emotive, i clienti B2B sono più concentrati su processi decisionali razionali e basati sulle informazioni.

Gruppi target e processi decisionali

La differenza fondamentale tra SEO B2B e B2C risiede nel pubblico di riferimento. Nel settore B2B, la strategia SEO si rivolge ad aziende e decision maker che in genere possiedono competenze approfondite e cercano soluzioni specifiche alle loro sfide aziendali. Questo gruppo target si colloca spesso a livello dirigenziale o intermedio e deve considerare non solo l'impatto immediato sulla propria azienda, ma anche gli obiettivi strategici a lungo termine.

Al contrario, i processi decisionali B2C sono spesso meno complessi. Nel mercato B2C, i consumatori prendono più frequentemente decisioni impulsive, mentre il processo di acquisto nel settore B2B è significativamente più articolato. Ciò ha un impatto diretto sulla natura delle intenzioni di ricerca e sulle relative esigenze informative.

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Comportamento di ricerca nel settore B2C

Nel settore B2C, il comportamento di ricerca è spesso caratterizzato da intenzioni più dirette e a breve termine. Il percorso del cliente tende a essere più breve e le decisioni di acquisto sono spesso prese dagli individui in base alle preferenze personali. Ciononostante, la raccolta di informazioni gioca ancora un ruolo importante.

È interessante notare che i dati mostrano come gli acquirenti B2C utilizzino ampiamente internet per raccogliere informazioni prima di effettuare un acquisto. Tuttavia, dopo questa ricerca, molti clienti scelgono di acquistare in un negozio fisico. Le ragioni più comuni sono la "mancanza di un'esperienza tattile online" (57,2%), la "disponibilità immediata dei prodotti" (44,0%) e la "mancanza di una consulenza personalizzata online" (26,6%). Ciò suggerisce che nel settore B2C la raccolta di informazioni costituisce spesso una parte significativa del processo decisionale d'acquisto, ma non porta necessariamente a un acquisto online.

L'intento di ricerca B2C è spesso orientato al prodotto, concentrandosi sul confronto diretto di prezzi, caratteristiche e disponibilità. Tuttavia, non bisogna sottovalutare il fatto che anche in questo caso possono verificarsi decisioni di acquisto più complesse, soprattutto per prodotti più costosi come automobili o prodotti elettronici, dove il percorso del cliente può essere più lungo.

Comportamento di ricerca nel settore B2B

Il comportamento di ricerca nel settore B2B differisce significativamente da quello nel settore B2C. Il percorso del cliente nel B2B è considerevolmente più lungo, più persone sono coinvolte nella decisione di acquisto e i gruppi target sono definiti in modo più preciso (nessun mercato di massa). Ciò ha un impatto diretto sull'intento di ricerca e sul fabbisogno informativo.

Le ricerche dimostrano che chi è coinvolto nel processo di acquisto B2B interagisce attivamente con un sito web solo al 57% del processo decisionale. Ciò sottolinea l'importanza di un'approfondita ricerca preliminare nel settore B2B. Ulteriori dati confermano che il 90% degli acquirenti B2B effettua ricerche su Internet utilizzando parole chiave e il 70% guarda video per raccogliere informazioni prima di effettuare un acquisto.

Un aspetto particolarmente degno di nota è che il 57% del processo di acquisto è già completato prima ancora che un rappresentante commerciale venga contattato. Questo dimostra quanto sia importante la raccolta indipendente di informazioni nel settore B2B e quanto gli acquirenti B2B si affidino alle ricerche online prima di contattare direttamente un fornitore.

Fasi del percorso del cliente B2B

Il percorso del cliente B2B può essere suddiviso in diverse fasi, ciascuna con diverse intenzioni di ricerca:

Nella fase di awareness, il decisore B2B viene a conoscenza di un problema o di un'esigenza. La ricerca iniziale di informazioni inizia in genere su Google. È qui che entrano in gioco strategie SEO come la ricerca di parole chiave sui punti critici, articoli di blog con parole chiave a coda lunga e l'ottimizzazione tecnica del sito web.

Durante la fase di valutazione, il processo decisionale diventa più dettagliato: il decisore B2B cerca attivamente soluzioni, confronta opzioni e valuta i fornitori. Il content marketing con siti di comparazione, rich snippet, sezioni FAQ e backlink da portali di settore gioca un ruolo importante in questo contesto.

Durante la fase decisionale, vengono valutati i fornitori specifici. Il decisore ricerca informazioni dettagliate su prodotti, servizi e termini e condizioni. L'ottimizzazione delle conversioni attraverso landing page ottimizzate, recensioni di prodotto, SEO locale ed elementi di invito all'azione è fondamentale in questo caso.

Il Customer Journey a confronto

Le diverse intenzioni di ricerca nel B2B e nel B2C si riflettono chiaramente nel percorso del cliente. Mentre nel settore B2C le decisioni vengono spesso prese più rapidamente e individualmente, il percorso del cliente B2B è più complesso e coinvolge più stakeholder.

In un contesto B2B, un potenziale cliente attraversa in media sette punti di contatto con un'azienda prima di prendere una decisione di acquisto. Ciò sottolinea la necessità di fornire informazioni complete su diversi canali.

Lo studio sugli acquirenti B2B ha rivelato che il 63% di loro preferisce l'accesso online alle informazioni, mentre solo il 27% ha indicato una preferenza per le informazioni offline. I motori di ricerca come Google sono lo strumento di ricerca online più utilizzato (47%). Inoltre, un'ampia percentuale di clienti utilizza i siti web dei fornitori e le recensioni dei clienti (rispettivamente il 37% e il 36%).

Implicazioni per il marketing digitale

I diversi intenti di ricerca nel B2B e nel B2C hanno un impatto diretto sul marketing digitale. Mentre entrambi i settori mirano a essere trovati online e a convertire i lead in clienti paganti, le sfide nel B2B sono diverse.

Per le aziende B2B, è particolarmente importante supportare il complesso processo decisionale e fornire informazioni ai diversi stakeholder. Poiché nelle decisioni di acquisto B2B sono coinvolte diverse persone con background professionali diversi, è necessario fornire informazioni che tengano conto di diversi interessi (ad esempio, applicabilità, costi, formazione).

Nel settore B2C, tuttavia, è più importante creare incentivi all'acquisto più diretti e abbreviare il processo dall'interesse iniziale alla decisione di acquisto. I fattori emotivi giocano spesso un ruolo maggiore in questo caso rispetto al settore B2B, dove prevalgono i processi decisionali razionali.

Comprendere l'intento di ricerca: il vantaggio decisivo per le aziende

L'analisi delle intenzioni di ricerca nel B2B e nel B2C mostra chiaramente che la raccolta di informazioni gioca un ruolo centrale in entrambi i settori, ma differisce per portata, profondità e durata del processo. Mentre i clienti B2C spesso prendono decisioni di acquisto più dirette sulla base di ricerche di informazioni, il processo B2B è caratterizzato da processi decisionali più lunghi e da esigenze informative più complete.

Per le aziende, questo significa adattare le strategie SEO e gli approcci di content marketing allo specifico intento di ricerca del loro pubblico di riferimento. Le aziende B2B dovrebbero prestare particolare attenzione a fornire informazioni complete ai diversi stakeholder e a supportare l'intero processo decisionale, mentre le aziende B2C dovrebbero concentrarsi maggiormente sugli incentivi all'acquisto diretto e sugli aspetti emozionali.

Considerata la crescente digitalizzazione e la crescente importanza della ricerca online in entrambi i settori, l'ottimizzazione per diversi intenti di ricerca sta diventando un fattore competitivo sempre più cruciale. Le aziende che comprendono lo specifico intento di ricerca dei propri target e progettano la propria presenza online di conseguenza otterranno un vantaggio significativo in futuro.

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