
Intelligenza collettiva e ricerca sugli sciami con la realtà virtuale: scienziati tedeschi analizzano gli sciami di locuste – Immagine: Xpert.Digital
La ricerca VR rivela nuove strutture negli sciami di locuste
Svolta nella ricerca sulle locuste: confutate teorie di lunga data
La locusta del deserto ha una reputazione temibile fin dai tempi biblici. Con sciami che possono raggiungere i 50 milioni di individui, questa specie di insetto può devastare intere regioni, mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare. Ora, i ricercatori dell'Università di Costanza e del Max Planck Institute of Animal Behavior hanno acquisito conoscenze rivoluzionarie sull'organizzazione di questi sciami, ribaltando teorie consolidate. Utilizzando un'innovativa tecnologia di realtà virtuale, gli scienziati sono stati in grado di dimostrare che gli sciami di locuste si organizzano in modo fondamentalmente diverso da quanto precedentemente ipotizzato. Questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Science", capovolge i modelli esplicativi esistenti e fornisce importanti spunti che potrebbero contribuire a una migliore previsione e controllo delle infestazioni di locuste.
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Il fenomeno degli sciami di locuste e la loro importanza globale
Le locuste del deserto (Schistocerca gregaria) sono tra gli esempi più impressionanti di comportamento collettivo nel regno animale. Questi giovani insetti incapaci di volare, chiamati ninfe, inizialmente vivono come individui isolati. In determinate condizioni, tuttavia, si radunano in enormi sciami e iniziano a migrare, non senza meta, ma con un movimento coordinato, come se fossero controllati centralmente. Questi vasti sciami di insetti possono comprendere fino a 50 milioni di individui, rendendoli uno dei più grandi collettivi animali del nostro pianeta.
Gli effetti di questi sciami di locuste sono devastanti. I ricercatori stimano che minaccino i mezzi di sussistenza di circa una persona su dieci in tutto il mondo. Un esempio concreto è stata la massiccia invasione di locuste nel Corno d'Africa tra il 2019 e il 2020, che ha devastato la produzione agricola e innescato una carestia. Pertanto, la ricerca scientifica sui meccanismi che portano alla formazione e al movimento di tali sciami non è solo di interesse teorico, ma ha anche una notevole importanza pratica per la sicurezza alimentare globale.
La teoria precedente: le locuste come “particelle semoventi”
Per decenni, il comportamento collettivo degli sciami di locuste è stato spiegato utilizzando un concetto di fisica teorica. In questo modello, gli insetti sono considerati "particelle autopropulse" che allineano le loro posizioni e direzioni di movimento con i loro vicini immediati. Questa teoria presuppone che sia sufficiente che gli individui si allineino solo con i loro vicini immediati per generare un movimento coerente nell'intero sciame.
Un altro elemento chiave di questa precedente spiegazione era il presupposto che la densità animale fosse un fattore cruciale nella transizione da un movimento disordinato a uno ordinato. Secondo questa ipotesi, la transizione al movimento coordinato inizia non appena un numero sufficiente di animali si raduna in uno spazio ristretto. Questa teoria sembrava così convincente da essere utilizzata per decenni come modello standard per spiegare i movimenti collettivi nel regno animale.
È interessante notare che precedenti ricerche condotte da Iain Couzin, anch'egli coinvolto nello studio attuale, avevano già fornito altre sorprendenti informazioni sul comportamento di sciamatura delle locuste. Il suo team ha scoperto che il cannibalismo potrebbe essere un fattore determinante nei loro movimenti migratori: le locuste si muovono in avanti per evitare di essere mangiate da dietro. Questa scoperta suggeriva già che potrebbero essere in gioco comportamenti più complessi delle semplici reazioni fisiche.
L'approccio innovativo alla ricerca: la realtà virtuale svela i segreti dello sciame.
Per comprendere meglio le complesse interazioni all'interno degli sciami di locuste, il team di ricerca guidato da Iain Couzin del Cluster of Excellence "Collective Behavior" dell'Università di Costanza e del Max Planck Institute of Animal Behavior ha utilizzato un approccio rivoluzionario: la realtà virtuale (VR). "È notoriamente difficile discernere i meccanismi di interazione nei gruppi animali mobili", spiega Couzin. "Gli individui si influenzano a vicenda e sono simultaneamente influenzati dal comportamento degli altri, in una complessa interazione".
Per risolvere questo problema, i ricercatori hanno sviluppato una sofisticata configurazione VR. Singole cavallette vive sono state posizionate su una palla in movimento, simile a un tapis roulant, che permetteva loro di muoversi liberamente. Intorno a loro, gli scienziati hanno proiettato fino a 64 cavallette virtuali fotorealistiche, in modo che gli insetti reali credessero di trovarsi in uno sciame naturale. Questo metodo innovativo ha permesso ai ricercatori di controllare con precisione quali informazioni fossero disponibili alla cavalletta viva: quanti altri animali si trovavano nelle sue vicinanze e in quale direzione si stavano muovendo.
In un esperimento particolarmente rivelatore, i ricercatori hanno posizionato delle vere locuste tra due sciami virtuali tridimensionali. Questa configurazione sperimentale ha permesso loro di verificare specificamente se gli animali avrebbero effettivamente reagito al comportamento dei loro vicini immediati, come precedentemente ipotizzato, e si sarebbero mossi con loro come uno sciame unificato.
Risultati sorprendenti: un cambio di paradigma nella ricerca sugli sciami
I risultati degli esperimenti sono stati sorprendenti e hanno messo in discussione radicalmente le teorie esistenti. Contrariamente alle aspettative dei ricercatori, le vere locuste non si muovevano nella stessa direzione di un grande sciame uniforme. Invece, si sono rivolte verso uno degli sciami virtuali e si sono mosse direttamente verso di esso.
Questa osservazione ha dimostrato agli scienziati che la cosiddetta "risposta optomotoria" – un riflesso innato che induce le locuste a seguire le impressioni sensoriali del movimento – non è la causa del movimento collettivo coordinato. In effetti, i ricercatori non hanno trovato alcuna prova che le locuste allineino la loro posizione e direzione di movimento in base ai loro vicini.
"I singoli animali non sono particelle", spiega Iain Couzin. "Dobbiamo considerare le locuste come soggetti cognitivi e attivi che osservano il loro ambiente e, in base a questo, prendono decisioni su dove andare". I ricercatori ora presumono che la formazione di uno sciame dipenda molto più da ogni singola locusta di quanto si pensasse in precedenza.
Gli esperimenti hanno anche dimostrato che gli animali a volte deviavano dal percorso comune, anche quando avevano due sciami al loro fianco che si muovevano nella stessa direzione. Inoltre, il team non ha trovato prove che la densità degli individui, come precedentemente ipotizzato, sia il fattore scatenante del movimento degli sciami.
Implicazioni pratiche per combattere le piaghe delle locuste
Le nuove scoperte hanno implicazioni pratiche di vasta portata. Una migliore comprensione dei meccanismi fondamentali dello sciame e del movimento potrebbe aiutare a prevedere il comportamento degli insetti e a sviluppare strategie più efficaci per combattere le infestazioni di locuste.
Considerando che gli sciami di locuste minacciano i mezzi di sussistenza di circa una persona su dieci, l'importanza di questa ricerca non può essere sopravvalutata. L'impatto devastante della piaga delle locuste nel Corno d'Africa tra il 2019 e il 2020, che ha causato perdite di raccolti e carestie, sottolinea l'urgente necessità di migliorare i meccanismi di previsione e controllo.
La consapevolezza che le locuste non agiscono semplicemente come particelle fisiche, ma come agenti cognitivi individuali con i propri processi decisionali, apre nuove prospettive per il controllo degli sciami. Invece di affidarsi esclusivamente a misure di controllo su larga scala, le strategie future potrebbero concentrarsi maggiormente sulla comprensione e sull'influenza dei processi decisionali individuali.
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Direzioni di ricerca future e il “Centro per il Visual Computing dei Collettivi”
Queste scoperte rivoluzionarie rappresentano solo l'inizio di una nuova comprensione del comportamento collettivo. Per far progredire ulteriormente questo campo di ricerca, Iain Couzin ha fondato il "Centro per il Visual Computing dei Collettivi" a Costanza. Questo centro, che sarà tra le strutture più moderne per la ricerca sul comportamento di gruppo, osserverà sciami di animali in ambienti virtuali olografici 3D e ne analizzerà i movimenti.
Parallelamente, il team di Couzin sta anche studiando il processo decisionale spaziale in diverse specie animali. Un recente studio pubblicato su PNAS mostra come gli animali elaborano la complessità del loro ambiente riducendo il mondo a decisioni successive tra due sole opzioni. Questi risultati suggeriscono che i principi geometrici fondamentali potrebbero spiegare come e perché gli animali si muovono in un certo modo, un approccio che potrebbe essere applicato anche alla comprensione degli sciami di locuste.
Una nuova era nello studio del comportamento collettivo
La ricerca condotta da scienziati dell'Università di Costanza e del Max Planck Institute of Animal Behavior segna una svolta nella comprensione del comportamento collettivo nel regno animale. Sfidando la consolidata teoria delle "particelle auto-guidate", aprono una nuova prospettiva che considera le cavallette e altri animali come decisori individuali il cui comportamento collettivo deriva da complessi processi cognitivi.
L'uso di tecnologie innovative di realtà virtuale si è rivelato fondamentale per il successo. Ha permesso ai ricercatori di decifrare la complessità, precedentemente impenetrabile, dei collettivi animali e di acquisire conoscenze fondamentali sull'organizzazione degli sciami. Queste scoperte potrebbero non solo rivoluzionare la nostra comprensione teorica del comportamento collettivo, ma anche offrire soluzioni pratiche per combattere le infestazioni di locuste che minacciano la sicurezza alimentare in tutto il mondo.
Il lavoro del team di Iain Couzin, già insignito del prestigioso Premio Gottfried Wilhelm Leibniz per le sue ricerche nel campo del comportamento collettivo, sottolinea l'importanza della ricerca interdisciplinare all'interfaccia tra biologia, informatica e fisica. Dimostra in modo impressionante come le tecnologie moderne possano aiutarci a svelare gli affascinanti segreti della natura e, al contempo, a sviluppare soluzioni pratiche a urgenti problemi globali.
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